Attualità

Giorno del ricordo: per non dimenticare

By on 09/02/2021

Giorno del ricordo. 10 febbraio.
Se si fa una veloce ricerca su internet si può trovare questa definizione:
Il giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Istituita con legge 30 marzo 2004, si pone l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Sottolinerei alcuni aspetti fondamentali:

1. Solennità civile nazionale italiana. Questo significa che è una ricorrenza che rammenta alla nostra memoria di italiani che quelle perdite e quell’esodo sono state il prezzo che il confine orientale ha pagato anche per tutti gli altri cittadini della repubblica.
2. La vicinanza cronologica con la giornata della memoria del 27 gennaio non ha alcun significato, né di contrapposizione ideologica, né di confronto sul tema complessivo delle vittime. Semplicemente è una ricorrenza, che a differenza del giorno della memoria che coinvolge tutta la collettività, senza che nessun paese si possa sentire escluso, tocca da vicino tutti coloro che in base al Trattato di Parigi hanno dovuto lasciare le loro terre. Cercare di voler accostare a fini polemici le due date non è corretto, né contrapporre il numero delle vittime globali ha alcun senso.
3. Il tema del confine di un paese e della sua identità ci tocca tutti allo stesso modo. Siamo tutti coinvolti, non è necessario che le nostre origini siano istriane o dalmate. Alla fine della guerra il nostro paese ha iniziato una lenta e difficile ricostruzione quando invece nel confine orientale ci sono voluti ancora molti anni e divisioni per avere una regione pacificata. Il prezzo della pace è stato pagato caro da una parte degli italiani, con vittime e sradicamento delle proprie origini.
4. Le vittime delle foibe. Le ragioni di opportunità politica, al momento attuale, sono come neve che si scioglie al sole. Conoscere può essere doloroso, soprattutto prendere coscienza che le vittime gettate nelle foibe sono state la risposta slava di un processo di italianizzazione di quelle terre fatto nel periodo fascista, ma questo non diminuisce la responsabilità dell’orrore commesso. Gianni Oliva, storico piemontese di chiara fama, nel suo libro FOIBE ha parlato di rovesciamento dei valori. La dignità di ogni individuo calpestata e ridotta a rifiuto è il segno inequivocabile di un arretramento della civiltà.
Per questo bisogna che ogni italiano si ricordi di quello che è accaduto, perché la patria è un bel concetto, spesso considerato retorico, salvo quando ci tocca da vicino. La dignità e il rispetto dell’individuo invece non sono concetti negoziabili.

TAGS
Il mio Twitter
  • #IlSensoDellaVita con #CasaLettori e @LibriAmati è tutto racchiuso nell'Attesa di quello che verrà... https://t.co/zdh6klYzyA

    Tweeted on 10:45 PM Apr 20

  • Buona giornata dal palazzo sede della facoltà di Architettura!! https://t.co/Fgy301lZll

    Tweeted on 10:14 PM Apr 20

  • Per sorridere...😊 https://t.co/yBnOiX6169

    Tweeted on 04:26 AM Apr 15

  • Ora più che mai... https://t.co/GQXFYY2R7u

    Tweeted on 05:18 AM Apr 13