Attualità

Camilleri vive attraverso le sue storie

By on 18/07/2019

Scrivere qualcosa su Andrea Camilleri e tentare di scattare una fotografia della sua capacità narrativa è veramente complicato ma nello stesso tempo stimolante. L’immensa geografia delle anime da lui rappresentate in oltre cento produzioni letterarie è qualcosa alla quale non ci si può sottrarre.

Nell’isola più grande del Mediterraneo, culla di civiltà e regno di evidenti contraddizioni, il dialetto e la mimica diventano personaggi principali dei suoi romanzi prima ancora della trama vera e propria. Poi come in una matrioska si possono trovare storie dentro altre storie: piccoli camei all’interno di grandi narrazioni. Saggezza popolare e profondità intellettuale si confondono per costruire trame inconsuete il cui unico obiettivo è restituire l’immagine di un luogo immaginario, Vigata, nel quale la trama gialla è il pretesto per scavare nell’animo umano e indagare, questa volta si, nelle pieghe invisibili, nel non detto, nelle mille facce dell’amore, del dolore.

Lo sfondo cambia ma la natura umana rappresentata è spesso il teatro dell’assurdo in un’ambientazione borghese o popolare, e si possono riconoscere interrogativi che il bardo di Stratford on Avon avrebbe sicuramente approvato. La morte di una persona, nei gialli dell’ispettore Montalbano, è l’occasione per porre interrogativi che sanno essere contraddizioni dell’uomo moderno e maschere pirandelliane nelle stesso tempo. Come ci mancheranno i suoi racconti, i volti e le maschere da lui rappresentate.

Come non ricordare un romanzo storico di Camilleri, letto solo qualche anno fa, che mi ha lasciato stupita nel racconto di una Sicilia di fine Ottocento. Con la Mossa del Cavallo Camilleri affronta una vicenda nella quale un uomo che denuncia un omicidio verrà poi accusato dello stesso. Dovrà combattere per affermare la propria innocenza e lo farà recuperando il dialetto siciliano e soprattutto il modo di pensare dei suoi padri. Emergono storie di sopraffazioni e di manipolazioni della realtà che solamente l’ingegno di un siciliano poteva costruire.

Non bisogna dimenticare la filosofia che permea molti dei suoi personaggi. Non è soltanto il modo di ragionare espresso nei dialoghi, ma il capovolgimento della morale comune a favore di una visione dell’esistenza a volte singolare. Questo accade nei romanzi di Montalbano, come nei racconti, cito ad esempio un libro che è un vero gioiello:” Il diavolo certamente”. La cifra della sua grandezza sta proprio nell’affrontare e nello sciogliere vicende complesse attraverso l’uso di un dialetto, che potrebbe essere etichettata come espressione di provincialismo, invece con lui diventa straordinario strumento di indagine e modo di evidenziare l’umanità dei personaggi che non ha un confine geografico.

Il lascito di Andrea Camilleri è importante. Uno scrittore che, nonostante la cecità, trova nella fantasia uno straordinario salvagente e nello stesso tempo uno stimolo continuo nel raccontare storie, ebbene continua a vivere a pieno titolo nella memoria di tutti coloro che continueranno a leggere le sue storie.

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