Attualità

Tecnica e passione di un grande fotografo

By on 02/02/2018

Dal 18 gennaio al 13 maggio 2018 il Centro Italiano per la Fotografia CAMERA di Torino inaugura la nuova stagione espositiva 2018 con una mostra che ripercorre l’intera produzione di Carlo Mollino. La mostra, a cura di Francesco Zanot dal titolo: “ L’OCCHIO MAGICO DI CARLO MOLLINO fotografie 1934/1973”, presenta 500 immagini che vogliono essere una sorta di rappresentazione della capacità eclettica di Mollino di cimentarsi con passione e talento in un viaggio attraverso il linguaggio della fotografia, sia come strumento di documentazione del proprio lavoro, sia come strumento di indagine sulla natura e sull’uomo.

Carlo Mollino è stato uno dei più noti architetti italiani del novecento, una personalità che ha fatto della creatività il centro della sua esistenza, declinandola nell’architettura, nell’arredamento d’interni, oltre che nella fotografia. L’esposizione organizzata dal Centro Italiano per la Fotografia spazia dagli anni trenta con le immagini d’architettura fino alle Polaroid degli anni settanta. La mostra è suddivisa in quattro sezioni tematiche, ognuna cita un verso dell’architetto tratto dai suoi scritti. La prima sezione si intitola “Mille case”, e con questa raccolta Mollino vuole rappresentare alcuni edifici, istantanee durante i suoi viaggi, case simbolo come quelle di legno e paglia, o i mulini olandesi.

La secondo sezione è forse quella che strizza l’occhio in maniera più decisa alla sperimentazione. Con “ Fantasie di un quotidiano impossibile” l’architetto torinese ci mostra il desiderio di imprimere nella camera oscura oggetti, vetrine di Parigi, specchi che contengono o moltiplicano ogni cosa. La ricerca si apre al nuovo, si fa desiderio di rappresentare oggetti isolati, fotomontaggi di progetti architettonici realizzati a partire da modelli di piccole dimensioni. Con “ Mistica dell’acrobazia”, titolo della terza sezione, emerge invece prepotente l’interesse di Mollino per la velocità,il movimento e la dinamica. Mollino praticava da pilota acrobatico ( aveva progettato il Bisiluro con cui aveva partecipato alla “24 ore di Le Mans”nel 1955)

La quarta sezione,“ L’amante del duca” è dedicata al tema del corpo e della posa. Molte immagini in cui le donne sono rappresentate in alcune pose che, il fotografo in una continua ricerca di perfezione ha scattato più volte, riprendendo in maniera ossessiva il medesimo gesto, la stessa posa. Anche le foto in cui il soggetto principale sono gli sciatori hanno lo scopo di fermare nello scatto la performance tecnica dello sciatore in una continua ricerca di perfezione. A completamento della mostra sono in visione lettere, manoscritti e cartoline collezionate da Mollino da ogni angolo del mondo.

La fotografia concepita da Carlo Mollino diventa strumento di indagine del reale e nello stesso tempo ricerca accurata di un linguaggio nuovo, come solamente un artista eclettico e votato alla sperimentazione di nuovi linguaggi poteva concepire, con lo sguardo rivolto al futuro e precursore dell’importanza della fotografia come strumento per conoscere la realtà nelle sue dimensioni quotidiane e nella ricerca artistica sempre attenta.
Tutti i materiali in mostra provengono dalle collezioni del Politecnico di Torino, Archivio Biblioteca Gabetti, Fondo Carlo Mollino. Per informazioni www.camera.to

 

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