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Bob Dylan: un appuntamento con l’umiltà

By on 17/11/2016

Il 10 dicembre 2016 Bob Dylan aveva un appuntamento con l’umiltà. A Stoccolma.

Non è poi di quei appuntamenti che puoi dire. Spiace ho già il dentista alla stessa ora. Oppure  ho un concerto in Alabama …si può spostare, che dire… Dylan aveva un appuntamento con l’umiltà perché non è un concerto qualsiasi ma è qualcosa di fortemente simbolico.

Gli è stato conferito un premio letterario. Il massimo dei premi che un esponente della letteratura possa mai ricevere in vita: il NOBEL per la letteratura.
Si sono riuniti i massimi cervelli e uomini di prestigio sotto l’egida dei reali di Svezia per
attribuire, questa volta, ad un’icona della musica mondiale e della rivoluzione pop, il massimo dei riconoscimenti che in vita possa toccare ad un uomo.

E’ vero che quando si è conosciuti per una certa COERENZA nel repertorio musicale e un ANTICONFORMISMO consolidato, non si può di colpo mostrare adesione ad un premio che esprime l’essenza di un individuo che fa parte di una società che Dylan, ha sempre detestato o contro la quale ha combattuto. Ma è stato premiato proprio per essere stato il PALADINO di certe ingiustizie sociali o di certe disuguaglianze e soprattutto per il linguaggio che ha usato.
Qualcuno se ne è accorto ai piani alti, e facendo una scelta controcorrente, ha premiato il suo linguaggio e le lotte che ha portato avanti con la sua musica. Ma tant’è. Tutto ciò sembra non avere minimamente scalfito il ragazzo cresciuto nel MINNESOTA con origini turche.

Qualcosa è cambiato. Non solo nella musica ma anche nell’opinione di tutti coloro che hanno evidentemente riconosciuto in questo musicista, oltre ad un talento innato e versatile in molti generi musicali, dal rock, al folk al country,  la sua visione del mondo e la sua lotta sull’importanza dei diritti civili facendo si che rientrasse a pieno titolo nella letteratura, tra i grandi.

Dylan non ha bisogno di ONORIFICENZE e di PREMI in denaro, non pronuncia discorsi ufficiali. Dylan non è mai cresciuto. E’ rimasto quel ragazzo del Minnesota, che però, non è vissuto di beneficienza ma anche dai guadagni di quei dischi controcorrente che ha pubblicato in tantissimi anni. Non è completamente fuori dalla società dalla quale vuole prendere le distanze, quasi infastidito e indifferente.

Allora se fai parte della società devi scendere dall’Olimpo dei contestatori e misurarti con chi evidentemente, ha ascoltato e togliendosi il cappello ha riconosciuto davanti al mondo letterario il tuo valore. Nella sua ostinazione vedo più che una coerenza una forma di snobismo e di superiorità che, invece, non ha coinvolto chi l’ha premiato, che avrebbe potuto scegliere tra nomi eccelsi della letteratura mondiale che non attendevano altro che quella telefonata speciale.

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