Attualità

Fortuna: una bambina come tante altre

By on 02/05/2016

Una fotografia ci presenta una bambina come tante altre, con il viso delicato, i capelli lunghi, gli occhi vispi e il sorriso gioioso di una bambina che ha il futuro tutto davanti a sé. Si chiama Fortuna. Poi un orco, un vicino di casa ne fa scempio per mesi, forse per anni con la complicità dei vicini di casa, di molta gente indifferente.

Una tragedia moderna, attuale che non ha nome perché nasce quando la parola umano non trova più un significato. Ma non è moderna e solo la continuazione di un vizio che la comunità nasconde. Allora la società definisce quello un comportamento animalesco, ma che probabilmente nessuna specie esistente è capace di riprodurre.

L’umanità possiede molti modi di riscattarsi, di sollevare lo sguardo, di denunciare, ma non lo fa. Preferisce che la vita di Fortuna e di molti altri bambini venga distrutta senza reagire. Un comportamento che offende tanto quanto quello di chi calpesta l’infanzia.

Ci dimentichiamo della nostra infanzia, pensiamo che non ci riguardi, che potremmo essere toccati, coinvolti e voltiamo lo sguardo. Pensiamo che riguardi famiglie disagiate, povere, ignoranti. Invece no. Tutti gli strati sociali allo stesso modo sono coinvolti. Non è questione di cultura ma di umanità. L’indifferenza è un reato esattamente come l’omicidio, la rapina o la violenza sulle donne.

Ci vuole coraggio, empatia, determinazione. Tutto ciò che ci circonda ci riguarda, siamo parte fondativa di questa nazione in cui la dignità dell’uomo e del bambino sono i pilastri sui quali si è costruita la nostra società. Il bambino è il primo nucleo della comunità umana, è il nostro futuro. La civiltà di un paese si distingue dal rispetto per i minori, dalle azioni non solo dei politici, intese come attività legislativa, ma anche dall’iniziativa dei singoli cittadini che sono stati figli a loro volta e forse l’hanno dimenticato.
Non restiamo a guardare, ma denunciamo.

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