Attualità

Per Parigi e le sue vittime

By on 15/11/2015

Chi di noi non è mai stato almeno una volta nella vita a Parigi.

Parigi non è una città qualunque, è LA CITTA’. La città dei diritti dopo la rivoluzione, la città dei grandi artisti, dei grandi narratori, delle nebbie, della nouvelle vague, delle avanguardie artistiche. Le radici della sua storia sono le radici dello stato moderno, la civiltà come la concepiamo è civiltà che nasce dagli ideali francesi. L’illuminismo con Rousseau, Voltaire e poi Sartre, Camus, Simenon, Pascal, Simone De Beauvoire, e poi ancora Moliere, Cartesio, solo per citarne alcuni e tante figure di intellettuali e pensatori eccellenti.

Parigi rappresenta lo stato moderno. Tutte le avanguardie sono partite da Parigi.
Un popolo, quello parigino, che guarda al futuro, fiero, forte, anticonformista.
Il fascino di quel paese non è soltanto determinato dalla bellezza del suo paesaggio, ma anche dal coraggio che contraddistingue i francesi. Coraggio delle idee, del modo di vivere, del modo di andare incontro al futuro, spesso ANTICIPANDOLO.

Questo coltello al cuore dei parigini è un coltello al cuore dell’umanità intera. Non esiste credo religioso che possa GIUSTIFICARE un assassinio collettivo che è prima di tutto una ferita al cuore dell’Europa intera. L’umanità ha smarrito se stessa quando l’uomo si rivolta verso il suo stesso simile, un’umanità che disprezza il valore dell’uomo, che calpesta la dignità degli uomini, è un’umanità in irreversibile DECLINO.

La questione dell’area del medio Oriente e della politica dei paesi occidentali è un grave problema irrisolto, ma è anche una bella scusa dentro la quale far germogliare odi razziali e desideri che albergano nell’uomo da sempre, legati allo strato più profondo del suo ego malato. L’uomo diventa protagonista anche nella morte, se si immola per una causa superiore. L’uomo è strumento ed è vittima come le vittime che andrà a sacrificare sull’altare di una religione che ha perso qualsiasi connotato religioso.

Un pensiero affettuoso a tutti i famigliari delle vittime perché quella bandiera blu, bianca e rossa conservi i suoi colori originari e il rosso non sia più il colore della morte dell’uomo e dei suoi ideali sui quali siamo cresciuti.

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