Attualità

Lo Zen e l’arte di sopravvivere al Natale

By on 17/12/2014

In questo periodo dedicato alle feste, agli incontri con la famiglia, alle cene obbligate, si sviluppano polemiche e diatribe di ogni sorta. I conflitti esplodono in questo periodo dell’anno e bisogna riscoprire l’arte di sopravvivere al Natale. Solo nella pubblicità la famiglia italiana si riunisce nelle proprie case, in questa magnifica oasi di pace e armonia, dove tutte le generazioni circondate da atmosfere ovattate attorno ad un desco, si incontrano per scambiarsi auguri, gioia, complimenti, panettoni e via discorrendo.

La realtà è molto più cruda e spiazzante, quasi AGGHIACCIANTE.
Le cene e i pranzi spesso sono incontri che costringono persone che non hanno niente da dirsi tutto l’anno ad incontrarsi perché le geometrie famigliari, non consentono deroghe. Gli intestini protestano e le malattie psicosomatiche aumentano, ma no non ci si può sottrarre. Quando si arriva al 25 del fatidico mese di dicembre, di solito ci si sente già stanchi e stressati, perché il meccanismo e la trappola sono doppie. Cioè da una parte c’è la TRADIZIONE, che in un paese cattolico vuole che si rispettino i canoni senza deroghe, poi c’è la CONSUETUDINE o meglio il CONSUMISMO che impone delle regole a cui nessuno è capace di sottrarsi.

Allora ho pensato a cosa avrebbero suggerito a noi cattolici, ostinati prosecutori di riti , intrappolati in questo doppio meccanismo i seguaci della MEDITAZIONE ZEN.
Non si tratta di diventare monaci zen ma di riflettere su alcuni insegnamenti che le discipline orientali ci forniscono. Ecco un breve decalogo Zen semi-serio da applicare nelle festività per sopravvivere al Natale:

1.Fai una cosa per volta 
Preparare un impasto per un dolce, messaggiare, urlare al cane sul divano, stare su whatsapp, telefonare alla nonna, o stare su internet perché, che senso ha? Se devo fare la torta, quello farò. Gli altri possono aspettare.
2.Falla lentamente e con concentrazione
Devo preparare la tavola di Natale, e perfettamente inutile pensare a come riuscire ad entrare in quel vestito che non ti entrava già l’anno scorso ma che ora non entrerà di sicuro visto che hai preso altri due chili e quindi concentrati sulla tavola e nessuno farà caso al vestito.
3.Portala a compimento.
Non vuoi invitare quella zia di tua cugina rimasta vedova, sola noiosa e petulante? Bene,non la inviti. Prendi il telefono e chiami chi vuoi tu. I parenti faranno un po’ di rumore, ma poi chissenefrega.
4.Fai di meno
Meno regali, meno inviti, meno parole inutili, meno sfarzo, meno stress.
5.Programma degli intervalli tra ogni attività
Leggi un libro e ascolta un notturno di Chopin oppure chiudi gli occhi e ascolta il rumore della città in lontananza
6.Crea dei rituali
Quando ci si scambia i regali, nessun biglietto ma si canta una canzone o si declama una poesia.
7.Stabilisci dei momenti precisi per alcune attività
Nessuna ipocrisia prima di sedersi a tavola ci si dice tutto quello che durante l’anno avresti voluto sentirti dire. ( o per lo meno ci si prova)
8.Dedica del tempo alla meditazione
Prima, durante e dopo il Natale fermati a pensare a quello che hai, che è tanto in ogni caso.
9.Sorridi e servi il prossimo
Il prossimo sono tutti, ma proprio tutti. Compresi i suoceri e anche quella vicina che non ti saluta mai.
10.Rifletti su ciò che è davvero necessario
Salute.Denaro.Amore.q.b.
11.Vivi in semplicità
La semplicità chiude il cerchio. Non è sinonimo di vita monacale ma un’indicazione verso una certa SOBRIETA‘, che in tempo di crisi tra l’altro non fa mai male.
A proposito Buon Natale!

 

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