Attualità

Le neuroscienze controllate dall’etica

By on 29/05/2014

Le sfide più appassionanti che coinvolgono l’uomo negli anni che stiamo vivendo hanno imprevisti sviluppi che toccano contemporaneamente diversi campi del sapere, come scienza, filosofia e diritto.

La vera novità di questi tempi è la neuroscienza dell’etica in quanto la riflessione e il dibattito che ne scaturirà si colloca al confine tra materie scientifiche ed umanistiche.

La filosofia è stata investita di problematiche del tutto nuove e si trova oggi di fronte a una scienza del cervello che tenta di far luce sulle radici neurobiologiche della moralità e sui processi di scelta, decisione, azione, degli individui in società. Chi siamo? Siamo il nostro corpo, il nostro cervello, la nostra mente? Abbiamo un io? E quale spazio occupa? L’io è la nostra coscienza?
Quali sono le basi del nostro senso morale? Come ci si può accostare ad una tematica storicamente così dibattuta come quella del libero arbitrio? Come funziona il nostro cervello quando eseguiamo “azioni morali”? E cosa succede ai nostri neuroni quando siamo nelle condizioni di dover eseguire un atto che associamo alla nostra “libertà di scelta”?

La risposta a questi numerosi interrogativi diventa fondamentale per stabilire, ad esempio nell’ambito del diritto, in maniera chiara il concetto di responsabilità personale e quindi di punibilità. Nell’ambito filosofico il dibattito si estenderà sul concetto di persona, di identità, di moralità,di coscienza. Si tratta di una vera rivoluzione e soprattutto scienza e filosofia non possono più considerarsi separate ma gli interrogativi che le attraversano costringono queste due discipline a confrontarsi e interagire per definire e delimitare i concetti di libertà di scelta e libero arbitrio.

E poi ancora il futuro non tanto lontano ci parla dell’uomo macchina, definito con il termine cyborg, cioè come l’uomo si trasforma con l’intervento della tecnologia. Non è fantascienza ma realtà. E ciò avviene allorchè una funzione umana viene svolta da una particolare macchina o quando una parte del nostro corpo viene sostituita da un elemento elettromeccanico comandato da un software, come una mano artificiale o una valvola cardiaca. Cyborg infatti è l’essere umano dotato di protesi e innesti elettronici, oppure è la macchina che ha ricevuto una coscienza umana, tramite un travaso cerebrale; il primo c’è già, il secondo no.

Pertanto l’etica diventa il perno attraverso il quale qualsiasi ragionamento di tipo medico/scientifico e filosofico deve confrontarsi e stabilire metodiche e paletti precisi, per evitare derive che il progresso scientifico e la tecnologia possono inevitabilmente portare.

 

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