Attualità

I nostri limiti possono essere la nostra forza

By on 15/02/2014

Alselm Grum un monaco benedettino tedesco ha scritto molti libri insegnando la spiritualità ai manager. Grum sostiene in breve che:” Se vuoi la pace accetta i tuoi limiti”.Questa frase è alla base dell’intervista al monaco tedesco contenuta sul quotidiano ” La Stampa” del 14 febbraio, e mi ha sollecitato per un tema che ha prospettive e analisi, che non sono solamente di tipo religioso ma sopratutto filosofiche.

Il principio dell’accettazione del limite nella società dei consumi è un concetto che non ha una valenza specifica. Tutta la nostra esistenza è imperniata sul concetto della crescita, dell’accumulo, del mantenere ben saldi principi e valori che ci portino al guadagno, al successo, all’efficienza, alla competitività estrema. Una corsa continua per restare al passo, per non restare indietro. La paura è un sentimento che si declina essenzialmente nella sensazione che solitudine, emarginazione e precarietà siano concetti il cui significato è di assoluto disvalore.

La solitudine dell’individuo è vista come emarginazione sociale, come sconfitta quando invece è una risorsa laddove l’individuo può costruire un nuovo se stesso, può conoscere nuove strade senza il chiasso inutile di chi cerca di farlo affondare. La spinta all’arricchimento materiale e poi la sua riuscita fa sentire l’individuo sicuro di sé, vincente, potente e lo trasforma rendendolo arrogante, superbo e soprattutto lo priva di altri tipi di corazze protettive quando la realtà e la corsa al denaro subiscono un blocco improvviso.

Quel concetto espresso dal benedettino tedesco: ” se vuoi la pace accetta i tuoi limiti” è un pensiero assolutamente fondativo per una vita in cui il nostro passato, con tutte le sofferenze e le umiliazioni subite, si declini in maniera da accogliere il futuro con la massima apertura possibile, ma con un senso del limite che è dato dal nostro speciale modo di vivere. Le ferite individuali ci hanno dato una specificità, un marchio distintivo che è molto importante. La società dei consumi tende ad annullare, a porre tutti sullo stesso piano, ad omologare cercando di far dimenticare le storie individuali.

La nostra infanzia, il bambino che resta in noi ci porta l’impronta di un passato sul quale abbiamo costruito noi stessi, e quel bambino possiede ferite che vanno amate e curate e sogni che vanno sempre coltivati, qualunque sia la società nella quale siamo inseriti.

La parola limite nel dizionario italiano ha molti significati tra i quali si ravvisa anche il concetto di punto di passaggio ad una condizione diversa da quella normale. Ma della normalità non esiste un concetto preciso. Il limite è dato dalla nostra vita, dai nostri valori, dal rispetto verso se stessi e verso gli altri.
Il nostro pensiero è il nostro unico limite ed è con quello che dobbiamo fare i conti. Le mode, i modi di vivere, l’apparenza, il calcolo, la superficialità ci accompagnano, ci fanno compagnia, ci creano l’illusione di essere facenti parte di un tutto ma arbitri finali siamo noi e il timone è solamente nelle nostre mani.

 

TAGS
Il mio Twitter