Attualità

Centro Pannunzio: la storia continua

By on 05/06/2013

Nella giornata del 3 giugno 2013 a Palazzo Lascaris a Torino, nella prestigiosa sede del Consiglio Regionale, si è svolto un evento alla presenza di alcuni esponenti del mondo del giornalismo, della cultura e della politica. L’occasione è stata la presentazione di un libro che contiene le attestazioni di stima e di riconoscenza che molti esponenti della cultura locale e nazionale hanno voluto tributare all’attuale Presidente del Centro Pannunzio, il professore Pier Francesco Quaglieni, che nella veste di fedele traghettatore per ben 45 anni ha raccolto l’eredità di Mario Pannunzio, portando avanti questa associazione laica fondata da Arrigo Olivetti e da Mario Soldati nel lontano 1968.

Un paese non deve mai dimenticare quelle che sono le sue radici culturali, ed è soprattutto nei periodi di crisi e di vuoto di ideali e di cultura, come l’attuale momento che il nostro paese sta purtroppo attraversando, che diventa molto importante rimettere al centro il patrimonio di saperi e di sapere che costituisce l’ossatura e la struttura portante del nostro patrimonio condiviso.

Il centro Pannunzio, nelle sue varie sedi e non solo in Piemonte, attraverso un nutrito programma di attività ed iniziative, non ha mai cessato di occuparsi di storia, filosofia, divulgazione scientifica e letteratura diventando crocevia di incontri, di confronti, mettendo al centro il dibattito delle idee. Non si può non ricordare il co-fondatore del centro Pannunzio, e cioè Mario Soldati.

Soldati, scrittore, giornalista e regista, probabilmente poco conosciuto dalle ultime generazioni, ha attraversato il novecento incidendo nella cultura e nel costume dell’Italia dopo la sciagura della guerra. Per la televisione ha inventato un programma di enogastronomia : ” Viaggio lungo la valle del Po alla ricerca dei cibi genuini”. Un’innovazione assoluta che vede ora nelle varie reti dei tiepidi cloni ripetuti su ogni canale televisivo.

Non mi preme elencare qui tutte le opere di Soldati in letteratura o i riconoscimenti come regista cinematografico, ma mi piace sottolineare invece come un paese non ha perso la sua identità quando il contributo intellettuale e critico di un narratore continua ad ispirare l’attività e l’impegno di chi ha raccolto il testimone e continua con la stessa energia, nonostante le difficoltà e gli inciampi di un paese in declino.

Natalia Ginzburg ebbe a dire: ” Fra gli scrittori del Novecento italiano Soldati è l’unico che abbia amato esprimere costantemente e sempre, la gioia di vivere. Non il piacere di vivere ma la gioia; il piacere di vivere è quello del turista che visita i luoghi del mondo assaporandone le piacevolezze e le offerte ma trascurandone e rifuggendone gli aspetti vili, o malati, o crudeli; la gioia di vivere non rifugge nulla e nessuno: contempla l’universo e lo esplora in ogni sua miseria e lo assolve”.

Il centro ha mantenuto sempre alto il vessillo della divulgazione della cultura, e costituisce uno stimolo continuo a non abbandonare quel patrimonio di idee, di concetti e di storia che ci appartiene e che costituisce nello stesso tempo un rifugio e una salvezza dalla banalità e dalla superficialità che ci circonda.

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