Attualità

Amore e Psiche, la favola dell’anima

By on 21/05/2013

Questo è il titolo della mostra in corso a Palazzo Barolo di Torino fino al 16 giugno.

Gli ideatori della mostra hanno operato una scelta nella proposizione del repertorio artistico che associa la favola di Apuleio con opere di arte contemporanea e reperti classici insieme ad opere rinascimentali e post-rinascimentali. Alcuni reperti affascinanti provengono dal museo archeologico di Reggio Calabria.

Lo sguardo del visitatore non può essere distratto perché viene avvolto e circondato da un contesto narrativo incalzante in cui il mito prende forma attraverso le sculture di Canova, di Manzù, di Roden, Dalì e alcuni altri grandi scultori coniugando testimonianze letterarie come quelle di Shakespeare o di Keats o riferimenti filosofici come brani tratti dal Simposio di Platone.
Non è importante la conoscenza dell’arte nel profondo ma la capacità di sentire le vibrazioni che il racconto di Apuleio emana.

Di solito una mostra di opere d’arte espone una serie continua di sculture o pitture in ordine cronologico, ripercorrendo la vita di un determinato artista, invece nell’esposizione ” Amore e Psiche” il racconto di Apuleio è come un filo conduttore che offre il pretesto per immergersi nei labirinti dell’amore, negli inganni del destino, nelle prove della vita e il fallimento di Psiche diventa il momento in cui gli dei tramite Cupido e Zeus decidono di intervenire per ricomporre quell’amore che le numerose prove avevano separato.

Una critica che mi sento di sollevare agli organizzatori della mostra è la debole illuminazione di alcune schede narrative che accompagnano i vari segmenti espositivi, lasciando il visitatore affaticato nella lettura dei testi.

In un momento storico così complesso e difficile, la bellezza nella narrazione di una storia d’amore diventa testimonianza di come il patrimonio culturale che ci appartiene, può diventare il riscatto e l’opportunità di nutrirsi delle nostre radici. Radici che sono ben piantate nella letteratura, nell’arte, e che aiutano l’uomo a distinguersi, ad elevarsi dalle miserie e dagli inganni, dalla precarietà, dall’indifferenza e dalla volgarità imperante restituendo un senso alla vita che stiamo conducendo.

 

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