Attualità

Femminicidio:la soluzione estrema contro il rifiuto

By on 26/01/2013

L’espressione Femminicidio è un neologismo nato dalla traduzione in spagnolo della parola inglese “feminicide” e si riferisce all’omicidio di donne da parte di uomini. Un esempio clamoroso di femminicidio si ritrova in una caso di cronaca messicana e cioè a Ciudad Juarez in Messico. Questa città del Messico si trova al confine con gli USA e in questa località dal 1993 ad oggi, sono stati trovati i cadaveri di circa 600 donne che portavano tracce di torture, mutilazioni e altre sevizie. L’estrema povertà spingeva queste donne ad andare a lavorare nelle “maquilladores”, fabbriche di trasformazione e assemblaggio moltiplicatesi nel Messico per sfruttare il lavoro a basso costo di queste donne.

Se la nascita di questo termine fa riferimento ad un omicidio di massa che viene perpetrato con motivazioni di tipo economico e in regime di totale sfruttamento, senza alcuna forma di protezione e di tutela, ora si è esteso anche nella vita di paesi occidentali come il nostro con motivazioni diverse. Da omicidio di massa è diventato il simbolo di un malessere che coinvolge due individui nel loro rapporto di coppia.

I recenti e continui casi di cronaca non fanno altro che dimostrare come la difficoltà all’interno della coppia non viene più vissuta e superata affrontando il malessere e il contrasto con il dialogo e lo scontro verbale come è normale che avvenga, ma c’è un’impossibilità da parte dell’uomo di accettare il fallimento del progetto di coppia. Il fallimento o il rifiuto sono vissuti da alcuni uomini come una compromissione della loro identità, e quindi la donna è colpevole della caduta totale della loro immagine e deve per ciò essere eliminata.

Non ci sono ricette, nè terapie che possano sostituire la fiducia che un uomo ripone in se stesso e nelle sue capacità di superare i conflitti e i rifiuti. Ci possono essere però programmi di sostegno e aiuto, e non soltanto il telefono rosa, per quelle donne che da sole non sono in grado di affrontare il compagno violento prima che quella realtà diventi un fatto di cronaca.

 

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