Attualità

Quale futuro per la scuola?

By on 29/11/2012

Una ricerca recente effettuata dalla casa editrice Pearson ” The learning curve” ha valutato cinquanta paesi sul piano dell’istruzione. Ai primi posti c’è Finlandia e Corea del Sud, l’Italia è al ventiquattresimo posto.
Questo rapporto ha prodotto un database pubblico e open-source che raccoglie 60 indici comparativi dei cinquanta paesi: spesa pubblica nell’istruzione, salari dei docenti, alfabetizzazione, raggiungimento diploma o laurea, tasso di disoccupazione, Pil.
La ricerca invita a considerare come fattore cruciale l’importanza che la società attribuisce alla scuola e agli insegnanti.
Nel nostro paese le condizioni nelle quali versa l’istruzione pubblica sono note. Si passa dalla carenza strutturale alla difficoltà di motivare una classe di docenti che vive una situazione di eterno precariato.
Di conseguenza la figura dell’insegnante e la sua funzione non appare più come un modello da seguire in quanto sminuita e umiliata.
In Italia c’è un problema di sostanza in un ottica totalmente miope.
La presenza del computer o lo studio di più lingue non placa la fame di strutture adeguate ed è quindi solamente una coperta corta.
Nelle aule scolastiche bisogna costruire il futuro e la memoria. Per la visione del futuro occorre sviluppare senso civico, etica, rispetto dei valori, sviluppo dell’individuo come membro della società. La memoria invece è la capacità di costruire senza mai dimenticare la lezione del passato. Norberto Bobbio diceva:” la cultura è equilibrio intellettuale, riflessione critica, senso di discernimento, aborrimento di ogni semplificazione, di ogni manicheismo, di ogni parzialità”.
Formare nuove generazioni è un compito molto difficile ma diventa quasi impossibile quando chi dovrebbe formarle, chi dovrebbe convincere del valore della conoscenza non ha voce.

 

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