Racconti

e-book e licenze Creative Commons

By on 12/10/2010

Si espande con sempre più rapidità anche sui mercati italiani la nuova frontiera dell’editoria digitale.

Qualche considerazione è d’obbligo volendo comunicare contenuti di tipo letterario.

un iPad con prima pagina New York Times

Testo Didascalia

La prima e spontanea obiezione per chi è abituato da una vita al libro, è sicuramente quella legata al contatto  con la carta.

Generazioni cresciute respirando il profumo e il contatto fisico con i libri guardano smarrite il dispositivo digitale per la lettura, con un misto di repulsione e timida curiosità.

Poi ci sono le nuove generazioni da sempre velocemente rapite dalla tecnologia, alle quali  ogni nuovo strumento è un’opportunità da non perdere.

Lo sviluppo della tecnologia in ogni settore dalla medicina, alla scienza, all’informatica comporta uno sradicamento di consuetudini radicate e  uno spaesamento, come avviene ora nel campo della lettura.

La possibilità di leggere su supporti diversi viene incontro ad esigenze diverse e non può che considerarsi una ricchezza per il lettore.

C’è poi un’altra considerazione da fare e riguarda le licenze creative.

Il mondo dell’editoria è da sempre visto come un mondo chiuso, al quale possono accedere pochi e selezionatissimi autori.

La circolazione di idee con il copyright è un microcosmo nel quale si ritrovano solo autori ed editori. Con tutti i diritti riservati.

Le licenze creative vengono incontro ad un principio diverso, dando la possibilità all’autore di decidere quali contenuti condividere per consentire così una maggiore conoscenza della propria opera, e circolazione di idee.

Nel momento in cui con le nuove tecnologie si vengono a toccare mondi chiusi e strutturati con rigide regole si crea una frattura, ma si consente ad un numero maggiore di persone che abbiano del contenuto da trasmettere, di avere maggiori opportunità di essere conosciute e chissà ….magari apprezzate.

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